NATI PER PAGARE

Ha undici anni, vive nell'hinterland milanese ed è nato nel 2015. Entrerà nel mondo del lavoro tra il 2034 e il 2040, in un Paese che avrà bisogno di lui come mai prima. Ed è proprio per questo che gli presenterà il conto.

La narrazione rassicurante dice: saranno pochi, quindi saranno preziosi. I dati dicono altro. La sua generazione sarà scarsa e debole nello stesso momento: troppo piccola per pesare alle urne, abbastanza grande per pagare pensioni, interessi sul debito e welfare di una società che invecchia.

E il primo gradino della carriera non glielo toglierà una crisi. Glielo toglierà l'intelligenza artificiale.

La scala spezzata

Per decenni la strada è stata chiara: laurea, ingresso da junior in una società milanese, anni di gavetta, poi la carriera. Quella scala si sta accorciando dal basso.

Lo studio di Stanford "Canaries in the Coal Mine" ha analizzato le buste paga di milioni di lavoratori americani fino a settembre 2025. Nelle professioni più esposte all'IA, l'occupazione dei 22-25enni è calata del 16% rispetto al resto del mercato. Tra gli sviluppatori software di quell'età, di circa il 20%. I colleghi più esperti, nelle stesse professioni, sono cresciuti.

Le imprese non licenziano: assumono meno giovani. Secondo PwC, nel 2026 gli annunci d'ingresso "non senior" nelle mansioni più esposte sono scesi del 10%. Quelli che chiedono a un neoassunto competenze da senior sono saliti del 35%.

Il segnale più netto viene dai vertici. Il 49% degli amministratori delegati prevede meno assunzioni junior nei prossimi tre anni; per i senior, solo il 12%.

Sono dati americani: in Italia misure comparabili ancora non esistono e l'adozione è più lenta. Ma la direzione è la stessa, e Milano è il posto dove morderà di più. Il suo terziario (consulenza, studi legali, banche, agenzie) si regge su una piramide: tanti junior che producono ore sotto pochi senior. L'IA schiaccia la base della piramide.

Il paradosso arriverà verso il 2045, quando mancheranno i senior perché nessuno avrà fatto il junior. Ma chi bussa nel 2035 non vedrà il paradosso. Vedrà solo la porta chiusa.

Pochi, ma non preziosi

Nel 2015 in Italia sono nati circa 486 mila bambini. Nel 2025 i nati sono stati 355 mila, con 1,14 figli per donna. Secondo l'ISTAT, entro il 2050 la popolazione in età lavorativa perderà quasi 7 milioni di persone e le forze di lavoro 3,4 milioni. Gli over 65 saliranno dal 24,7% al 34,5%.

La teoria economica direbbe: chi è scarso vale di più. È l'ipotesi del demografo Richard Easterlin, per cui le generazioni piccole stanno meglio di quelle numerose. In Italia non funzionerà, perché il sistema ha tre valvole che neutralizzano la scarsità dei giovani.

  1. L'immigrazione. Nel 2025 il saldo con l'estero è stato di +296 mila persone, esattamente quanto il saldo naturale negativo. È già oggi l'unica cosa che tiene in piedi la popolazione attiva.
  2. I lavoratori anziani. L'ISTAT prevede che il tasso di attività salga dal 66,7% al 71%: sono i cinquanta-sessantenni a coprire i vuoti.
  3. L'intelligenza artificiale. Nel terziario colpisce proprio i posti d'ingresso, quelli in cui la scarsità dei giovani dovrebbe pesare di più.

C'è poi un paradosso crudele. La domanda di lavoro che crescerà di più è quella di cura: nel 2050 gli anziani soli saranno 6,6 milioni. Ma la pagheranno pensioni contributive e famiglie, cioè i redditi più bassi del Paese. Domanda alta e capacità di pagare bassa non producono salari alti: producono lavoro sommerso.

Nati per pagare

Nel 2040, quando lui avrà 25 anni, la spesa per le pensioni toccherà il picco: circa il 17% del PIL, dal 15,2% di oggi. A questa si sommano gli interessi sul debito (circa il 3,9% del PIL) e l'impegno NATO di portare la difesa "in senso stretto" al 3,5% entro il 2035.

Un quarto del PIL è impegnato prima di finanziare una sola aula, un treno regionale o un laboratorio universitario. Il cuneo fiscale sul lavoro giovane, quindi, non scenderà in modo strutturale.

La Ragioneria dello Stato prevede che la spesa pensionistica cali dopo il 2040. Ma per riuscirci la produttività dovrebbe crescere dell'1,04% l'anno, contro lo 0,12% dell'ultimo decennio: quasi nove volte tanto. Più che una previsione, è una speranza messa in tabella.

Il conto non arriverà come taglio dichiarato. Arriverà come erosione silenziosa dei servizi: liste d'attesa, scuole vecchie, treni in ritardo. È l'austerità che nessuno vota, perché nessuno la annuncia.

E la sua pensione? Interamente contributiva. Per chi ha 38 anni di contributi pieni, il tasso di sostituzione stimato scende al 58,5% nel 2070. Lui entrerà nel lavoro tardi e con qualche interruzione: il suo sarà più basso, con un'uscita intorno ai 70 anni.

Ogni shock è per sempre

Nel 2026 la guerra in Medio Oriente ha quasi dimezzato i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Per l'OCSE i salari reali italiani perderanno lo 0,9% quest'anno. Restano del 6,1% sotto il livello del 2021: il divario peggiore tra le grandi economie avanzate.

Il meccanismo è strutturale. I salari nominali italiani sono bassi e i contratti si rinnovano in ritardo, quindi ogni shock energetico diventa una perdita permanente. Chi ha una casa o dei risparmi assorbe il colpo; chi ha solo lo stipendio no. E prima dei 40 anni questa generazione ne vivrà, con ogni probabilità, altri.

Poi c'è la casa. A Milano l'affitto medio è di 22,4 euro al metro quadro; nell'hinterland 21,5. Meno di un euro di differenza: la prima cintura si è ormai allineata alla città.

Il rifugio, quindi, non è la provincia: è la proprietà. Chi ha una casa di famiglia parte con un vantaggio enorme; chi è in affitto, anche in provincia, quasi nessuno. Il vero dato non è il deficit mensile: è la rinuncia. In Italia si esce di casa intorno ai 30 anni, e per la classe 2015 rischia di andare peggio.

Dove l'IA non arriva

Le ricette di moda sono tre: emigrare, fare il tecnico, lavorare da remoto per l'estero. Nessuna è sbagliata, ma tutte sono più fragili di come vengono raccontate.

  • I mercati di destinazione invecchiano anche loro, subiscono la stessa IA e si chiudono. Gli espatri verso la Germania sono calati del 36,8% nel 2025. In Svizzera il tetto a 10 milioni di abitanti è stato respinto a giugno 2026, ma con il 45% di sì. E a Monaco o Zurigo si pagano gli affitti di Monaco e Zurigo.
  • Fare il tecnico. È la direzione giusta, ma il vantaggio va a chi possiede l'impresa e le abilitazioni, non al dipendente. Il dipendente compete con l'immigrazione e con la prefabbricazione.
  • Lavorare da remoto per l'estero. È la via più fragile. Un lavoro che si può fare da Legnano per Zurigo si può fare anche da Bangalore, o da un agente IA.

Il criterio migliore non è un mestiere: è una combinazione di protezioni. Ne vedo quattro: la presenza fisica che non si delega, la firma (cioè la responsabilità legale), la fiducia di clienti del territorio, una quota di proprietà invece del solo stipendio.

La firma merita una riga in più. In Europa la responsabilità non si può delegare a un modello: l'AI Act impone la sorveglianza umana, gli ordini professionali impongono qualcuno che risponda. Chi firma, risponde e paga in caso di errore resta necessario. Un analista junior che lavora da remoto non ha nessuna di queste protezioni.

La partita si gioca a 13 anni

La frattura vera non sarà tra giovani e anziani. Sarà dentro la sua classe di prima media.

Da una parte i figli unici di famiglie proprietarie, che erediteranno due o tre case. Ma tardi: con genitori che vivono fino a 85-90 anni, l'eredità arriva intorno ai 55 anni, quando non serve più a costruirsi una vita. Dall'altra chi è in affitto, i figli dei migranti dal Sud e le seconde generazioni. Nelle scuole lombarde circa un alunno su sei non ha la cittadinanza italiana: molti compiranno 18 anni senza poter votare, in un Paese già governato dall'elettorato anziano.

In mezzo c'è l'unica leva che dipende da lui: il capitale che si porta in testa. Matematica solida, inglese vero, la capacità di verificare ciò che produce una macchina invece di accettarlo. In Italia questa differenza si fissa con la scelta della scuola superiore. Per un ragazzo nato nel 2015, la decisione cade nell'inverno 2028.

L'IA non deciderà se questa generazione lavorerà. Deciderà chi, fra loro, salirà il primo gradino. Ed è una partita che si gioca a 13 anni, non a 25.

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